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Errori Frequenti

 


 Sono spesso utilizzati elettrodi diversi da quelli indicati come ottimali, con superficie di contatto spugnosa.  In questi casi la distorsione delle informazioni rende le percezioni del paziente meno gradevole, può determinare una minore efficacia del trattamento, e nei casi più critici impedisce il successo della regolazione.

·         Particolarmente sbagliato è l’utilizzo di elettrodi “larghi” normalmente utilizzati per la TENS. In questo caso oltre ai problemi elencati in precedenza, a causa del reclutamento poco selettivo dovuto all’ampia superficie dell’elettrodo, è possibile l’eccitazione di aree che non dovrebbero essere stimolate. La conseguenza di questo può essere una riacutizzazione del dolore durante o dopo il trattamento.

·         Vengono riutilizzati elettrodi già applicati, peggiorando la capacità di trasmissione delle informazioni della ST e predisponendo la pelle ad irritazione.

·         Non viene utilizzato il GEL aggiuntivo, necessario per ottimizzare la conduzione.

 

Indicatori primari di  errori di posizionamento e regolazione


- Il paziente avverte un singolo “pungiglione” in uno o più elettrodi.

Questo indica una sottostimolazione od il posizionamento in un’area ancora troppo vicino a quella di dolore. Per eliminare il problema normalmente è sufficiente provare ad incrementare lentamente il livello di stimolazione, o spostare solamente  l’elettrodo che produce questa sensazione più lontano dal dolore se il fastidio diventa eccessivo.

 

- Il paziente avverte una sensazione di bruciore sotto gli elettrodi.

Normalmente è un inganno sensoriale che si supera incrementando il livello di stimolazione, o spostando solamente l’elettrodo che produce questa sensazione più lontano dal dolore se il fastidio diventa eccessivo.

 

- Il paziente descrive una sensazione di “stimolazione sgradevole” che non riesce a descrivere meglio.

Per eliminare questa sensazione spostare gli elettrodi più lontano dall’area di dolore.

 

Altre cause che possono determinare difficoltà ad effettuare una corretto trattamento riguardano l’utilizzo di elettrodi con il contatto sulla pelle non spugnoso e l’assenza del GEL supplementare.  Elettrodi con un contatto sulla pelle non spugnoso andrebbero sempre evitati.

 

Pazienti sottoposti a forti dosi di oppiacei od altri potenti analgesici possono descrivere in maniera errata l’area di dolore e presentare fenomeni di iperalgesia correlati al farmaco. In questi casi è sempre possibile un allontanamento dall’area di dolore per ritrovare una corretta risposta al trattamento.

 

In generale l’assenza di azzeramento del dolore ( o comunque di sostanziale azzeramento) durante la stimolazione, indica sempre un posizionamento degli elettrodi od un aggiustamento dei livelli di stimolazione non adeguato. 

 

Posizionare tutti gli elettrodi intorno al dolore ed alzare i livelli senza verificare singolarmente l’effetto di ogni canale è sempre sbagliato perché:

 

- Gli elettrodi inutili diminuiscono l’efficacia

- Gli elettrodi utili possono mascherare errori di posizionamento che durante o dopo il trattamento possono provocare dolore

 

 

Incremento del dolore durante o dopo un trattamento

Questo evento normalmente accade quando durante il trattamento sono state involontariamente stimolate fibre ancora  in connessione con il dolore.

Anomalia: durante la stimolazione il canale che si sta provando produce analgesia, ma il paziente avverte contemporaneamente una sensazione sgradevole, oppure si accentua il dolore in altre zone.

Azione errata:  coprire il dolore indotto dal posizionamento inadeguato con altri elettrodi

Azione corretta: azzerare il canale e modificare il posizionamento degli elettrodi sino a quando si produce solo analgesia nella zona interessata.

 

Incremento del dolore dopo un trattamento

Può essere dovuto a movimenti che prima non si era in grado di fare a causa del dolore originale, quindi nuovi dolori dovuti a cause meccaniche legate alla maggior mobilità.

Anomalia: dolore acuto in zone diverse da quelle iniziali .

Azione errata: non aver avvisato il paziente che il trattamento non modifica il danno organico.

Azione corretta: informare il paziente di controllare i movimenti anche se dopo il trattamento il dolore è assente.

 

Incremento del dolore dopo un trattamento

Durante il trattamento con la ST non dovrebbe esserci nessun dolore. Bisogna verificare questo chiedendo al paziente di assumere posizioni che normalmente produrrebbero dolore, e azzerarlo completamente se emerge. Fatto questo, il paziente deve ritornare in una posizione dove non viene evocato il dolore 

Anomalia: la progressione della terapia non è soddisfacente, ci sono “alti e bassi”, non si stabilizza.

Azione errata:  non aver controllato la reale estensione del dolore prima del posizionamento degli elettrodi.

Azione corretta: assicurarsi nella fase di montaggio che viene coperto anche il dolore legato a posizioni che lo evocano.

 

Ci sono difficoltà per posizionare gli elettrodi in modo da ottenere zero dolore in trattamento 

Anomalia: non ci sono sufficienti aree libere da dolore per poter trovare un piazzamento ottimale degli elettrodi.

Azione errata:  effettuare ugualmente un trattamento privo di efficacia.

Azione corretta: applicare gli elettrodi in modo da ridurre almeno l’intensità e l’estensione dell’area di dolore senza che il paziente avverta sensazioni sgradevoli. Se è presente almeno una parziale analgesia nella zona trattata, aumentare il livello di stimolazione (senza che risulti troppo fastidioso per il paziente) per aumentare il numero di recettori reclutati aumentando così area e profondità dell’analgesia. Migliorare il posizionamento degli elettrodi nelle applicazioni successive.

 

Gli elettrodi nel nuovo trattamento sono riposizionati negli stessi punti del trattamento precedente

Anomalia: non emerge la stessa efficacia analgesica del precedente trattamento.

Azione errata:  gli elettrodi sono stati posizionati “a memoria” senza averne controllato la singola efficacia.

Azione corretta: Ogni nuova applicazione richiede il posizionamento degli elettrodi in base alla situazione corrente del dolore, seguendo sempre la sua evoluzione. Bisogna sempre lasciarsi guidare dall’area di dolore e dalle risposte del paziente, mai da uno schema fisso, anche se  precedentemente ha avuto successo.

 

La risposta analgesica in trattamento è efficace, ma sembra stabilizzarsi con difficoltà. La patologia trattata  non giustifica questo comportamento

Anomalia: l’intensità di dolore ad ogni inizio trattamento non decresce progressivamente e linearmente.

Azione errata:  nessuna se durante il trattamento il dolore è correttamente azzerato.

Azione corretta: se vengono utilizzati anticonvulsivanti iniziare gradualmente lo svezzamento. In questo caso, sarà necessario un ciclo di trattamento più lungo del previsto, in relazione alla modalità di svezzamento. Verificare altre cause possibili (patologie non diagnosticate all’ingresso o errore diagnostico, insorgere di nuove complicanze ecc.)

La risposta analgesica in trattamento non  è efficace, anche se gli elettrodi sembrano posizionati correttamente. 

 

Anomalia: l’intensità di dolore non si modifica durante la stimolazione

Azione errata:  proseguire il trattamento .

Azione corretta: controllare se il paziente assume od ha assunto ketamina, o se assume miorilassanti, od anticonvulsivanti per scopo analgesico a dosaggi elevati. Sospendere il trattamento e rivalutare il paziente dopo la sospensione di questi farmaci. Non è noto il periodo che deve intercorrere tra la sospensione dell’assunzione di Ketamina ed il ritorno ad una normale risposta al trattamento. Se l’anomalia non dipende dal supporto farmacologico richiedere il supporto di uno specialista per verificare nuovamente il corretto posizionamento degli elettrodi e delle procedure di regolazione.